30a giornata serie A – Firenze, stadio “Artemio Franchi” – domenica 30 marzo (ore 15)
Fiorentina – Atalanta 1-0 (1-0)
FIORENTINA (3-5-2): De Gea sv; Pongracic 6,5, Pablo Marì 6,5, Ranieri (cap.) 7,5; Dodò 6,5 (39′ st Comuzzo sv), Mandragora 7, Cataldi 6,5, Fagioli 6 (39′ st Richardson sv), Parisi 7 (25′ st Folorunsho 6); Gudmundsson 6 (22′ st Beltran 6), Kean 8 (39′ st Zaniolo sv). A disp.: 1 Terracciano, 30 Martinelli; 21 Gosens, 22 Moreno, 27 Ndour, 29 Adli. All.: Raffaele Palladino 7,5.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7; Djimsiti 6, Hien 5, Kolasinac 6; Bellanova 6, De Roon (cap.) 5, Pasalic 6 (30′ st Cuadrado 6), Zappacosta 6 (30′ st Ruggeri 6); De Ketelaere 5,5 (20′ st Brescianini 6), Lookman 5,5 (10′ st Samardzic 6); Retegui 5,5 (10′ st Maldini 5,5). A disp.: 28 Rui Patricio, 31 Rossi; 49 Del Lungo, 6 Sulemana. All.: Tullio Gritti 5,5 (Gian Piero Gasperini squalificato).
Arbitro: Doveri di Roma-1 6 (Baccini di Conegliano, Perrotti di Campobassi; IV Zufferli di Udine. V.A.R. Marini di Roma 1, A.V.A.R. Fabbri di Ravenna).
RETE: 45′ pt Kean (F).
Note: pomeriggio soleggiato, spettatori 20.409 per un incasso 521.785 euro. Ammoniti Hien e Samardzic per gioco scorretto, Kolasinac per proteste. Tiri totali 12-9, nello specchio 5-, parati 4-0, respinti/deviati 1-6. Var: 1 (check). Corner 2-4, recupero 1′ e 5′.

Firenze – Lo scudetto? Guai a crederci, in tutti i sensi, a dispetto di miracoli tipo il recupero lampo di Mateo Retegui, non impalpabile ma neppure sufficiente. L’Atalanta non sembra avere più le forze per ottenere altro che la conferma del terzo posto, con le concorrenti riavvicinatesi al rientro dalla pausa. Kean punisce con corsa e destro incrociato il patatrac De Roon-Hien e la Fiorentina si prende punti buoni per la volata a una qualificazione UEFA la qualunque, mentre i nerazzurri della coppia illustre di squalificati Ederson-Gasperini perdono le idee insieme al principale filtro del centrocampo. Interrotta la serie positiva di quattro successi esterni, la squadra non è nemmeno riuscita a concludere in porta.

Superato il brivido poco oltre il 2′ col contatto tra Zappacosta e la chioma di Kean sul lancio di Parisi, il sorano la fa toccare la prima volta al Chapita a cronometro raddoppiato sulla corsa terminata in angolo complice Ranieri. La cifra del confronto è la discontinuità, e occhio al borseggio del futuro match winner a Pasalic che costringe Hien a usare le brusche (8′) per fermarlo davanti alla lunetta senza fallo. Il vero tredici, in avvio, è la diagonale di decine di metri di Kolasinac per chiudere la ripartenza in navata del pendolino sinistro di casa, sostituto last minute del volto noto Gosens fermato nel warm up dalla gonalgia. Verso il quarto d’ora, scivolone di De Roon due metri avanti la propria area con botta di Kean a lato non di poco. Al 18′, la rimessa ancora del laterale sinistro ospite per Retegui che tenuto da Pablo Marì gliela restituisce a favore del rimorchio di Lookman, successivamente recuperato da Parisi in uno contro uno, per adesso fermato in angolo dall’intervento in scivolata del centrale sinistro viola. Scollinato il ventesimo, il nigeriano centra in direzione di Bellanova cui lo stacco improvvido e largo di De Ketelaere toglie il pallone.

Una sfida vagamente stanca salvo strappettini episodi vede il terminale atalantino rinculare sullo schema dalla destra di Mandragora (31′) figlio di una svista dell’assistente di Doveri che alza la bandierina sul contatto del neo papà Davide Z. e non in precedenza sul controllo di mano di Dodò crollato al suolo. Al 34′ l’oriundo insieme al fiammingo apre lo spazio a Bellanova, la cui centrata lenta verso Lookman è intercettata da Pongracic. Il maestoso bosgnacco della difesa bergamasca la spiega anche al volitivo Fagioli (38′), Mateo invece ha fretta di sganciare il sinistro in capo a due giretti d’orologio su appoggio di Zappacosta a ruota di un discusso intervento di Parisi per fermare il nerazzurro di fascia destra su smarcamento di CDK, poi autore di una svettata a contatto con Ranieri agevolata dal compagno sull’altra ala per il traversone mancino di Zappacosta. Se sul pallone a rientrare del medesimo è negativo il check su eventuali tocchi di mano di Pongracic e soprattutto Pablo Marì, tra i reclami del centravanti azzurro, l’altro centravanti azzurro, quello sbagliato, è un falco nel puntare Hien, perfetto prima d’ora ma colto a tardimento dal retropassaggio del suo capitano, concretizzando la volata senza pietà per Carnesecchi.

Al 4′ della ripresa, per poco Gudmundsson non raddoppia alzando davanti all’ultimo ostacolo, contestualmente al rientro comunque tardivo di Zappacosta, sullo scavino di Mandragora con Kolasinac spettatore non pagante. Due minuti e Fagioli trova le carezze da Bellanova e dal belga, tanto da estrarre il girello per tenere sul pezzo il riminese tra i pali che gl’impedisce di battezzare l’angolino alla propria sinistra. Fortunatamente, a Parisi non riesce alcunché sul cross di Dodò successivamente smanacciato. Entrano Maldini e Samardzic per Retegui, che non la prende bene, e Lookman. Il problema è che De Gea non viene mai impensierito, perché è Fagioli, al 12′, a dare la schiena a Pasalic sul destro aperto dall’azione a due tra il figlio d’arte e il pendolino sul suo stesso lato, il mancino. Al 14′, occhio alla nuova fuga dell’apripista che raggiunto dal lancio di Cataldi supera Djimsiti arrendendosi solo all’uscita bassa in estirada di Carnesecchi. Quarto d’ora scoccato insieme a Pasalic, frustrato da Pablo Maì in corner lungo l’iniziativa Samardzic-Bellanova con CDK a toccarla in area. Ormai le squadre tendono ad allungarsi e la corsa di Dodò trova un Kean stavolta impreciso non di molto davanti alla lunetta: sfera alta.

Prima del cambio con Brescianini che lascia la Dea ancora più spuntata, il diagonale sinistro largo di De Ketelaere imbeccato da Super Mario, che fa seguito alla stoppata di un maiuscolo capitano locale al serbo in scia proprio all’ultimo sostituito del tridente dalle polveri bagnate. In compenso si rischia ancora il due a zero proprio con Ranieri che sbuca di facendosi ipnotizzare dal 2000 uscito dalla porta due volte (la seconda in caduta) in una sul filtrante mandragoriano (28′). Entrano alla disperata Ruggeri per Zappacosta e Cuadrado per Pasalic col colombiano davanti a sinistra e Brescianini in mediana. Ua deviazione in angolo sulla botta del Panita (38′), il tiro malefico di Mandragora che non centra lo specchio (40′). Al 4′ di recupero Carnesecchi lo chiude a uno Zaniolo in netto offside: domenica prossima si torna a Bergamo al cospetto della Lazio.
S.F.