Primavera 1 31a giornata (12aR) – Zingonia, Centro Sportivo Bortolotti, campo n. 7 (sintetico) – sabato 29 marzo (ore 15)
Atalanta Under 20 – Monza Under 20 4-0 (1-0)
ATALANTA (3-4-1-2): Pardel 6; Gobbo 7, Comi 7, Ramaj 6,5; Idele 6,5, Steffanoni 7,5 (41′ st Riccio sv), Armstrong sv (15′ pt Gariani 7), Simonetto 7; Bonanomi (cap.) 7 (41′ st Galafassi 6,5); Artesani 5,5 (1′ st Baldo 7,5), Fiogbe 7,5 (35′ st Capac 6,5). A disp.: E. Zanchi, Ghezzi, Cakolli, Tavanti, Bonsignori Goggi, Arrigoni. All.: Giovanni Bosi 7.
MONZA (3-5-2): Vailati 6,5; Crasta 5,5, Postiglione 6, Azarovs 5 (37′ st Bagnaschi sv); Nene 5,5, Ballabio 6 (11′ st Scaramelli 6), Berretta 6 (37′ st Giubrone sv), Lupinetti (cap.) 6,5, Capolupo 6 (11′ st Pedrazzini 6); Zanaboni 5,5, Longhi 5,5 (19′ st Reita 6). A disp.: Ciardi, Domanico, Gaye, Porta, Miani. All.: Oscar Brevi 5.
Arbitro: Maccorin di Pordenone 6,5 (Tomasi di Schio, Storgato di Castelfranco Veneto).
RETI: 13′ pt Bonanomi (A), 5′ st Fiogbe (A), 13′ st Baldo (A), 46′ st Galafassi (A).
Note: pomeriggio variabile, spettatori 150. Ammoniti Postiglione e Simonetto per gioco scorretto. Tiri totali 16-6, nello specchio 7-0, parati 2-0, respinti/deviati 5-2, legni 2-0. Corner 8-1, recupero 1′ e 5′ .
Zingonia – Una Dea a forza quattro davanti agli occhi di Antonio e Luca Percassi, presidente e amministratore delegato. Bonanomi trova il tredici aprendola grazie al borseggio di Steffanoni, Fiogbe – che all’andata aveva illuso del bottino pieno fino all’ultimo – bissa in avvio di ripresa riprendendo di seconda il pallone basso di Simonetto, Baldo cala il tris da azione di rimessa laterale del precedente e Filippo Galafassi al primo successo personale allarga il punteggio nel recupero col palo-gol servitogli dall’asse tra Capac e proprio l’autore della marcatura precedente. Per la Primavera dell’Atalanta, reduce dai successi a Genova e col Lecce prima della pausa, il non c’è due senza tre vale in casa col Monza per la decima vittoria che riequilibra la statistica in modo salomonico con le trasferte. Sabato prossimo si va in casa della Juventus (5 aprile, ore 15), quindi l’ospitata all’Hellas Verona lunedì 14 (ore 16) e l’ultimo anticipo finora in calendario dall’Inter sabato 19 all’una di pomeriggio. La bella notizia ulteriore è il ritorno di Lorenzo Riccio, ko il 18 gennaio scorso col Torino e costretto a una pulizia del ginocchio. Un gran peccato, invece, che a salvezza diretta pressoché prenotata (39 punti) a 8 turni dal gong il treno dei playoff sia oltre la doppia cifra di distanza.
Se il primo conato è del capitano da fuori, spondato da Fiogbe in corsa, il secondo basta a poatrsi in vantaggio a dispetto dell’acciacco provocato a mezza strada ad Armstrong da Lupinetti: il mezzodestro soffia l’attrezzo ad Azarovs, tradito dal rimbalzo in disimpegno, e s’invola per il rimorchio comunque controllato e ben indirizzato in lungolinea dal numero 10. Al diciottesimo, le chances proprio per l’assistman, servito dal fondo da Fiogbe sugli sviluppi di uno schema respinto da Simonetto (fallo di Ballabio sull’apripista) e rimesso dentro dell’autore della prima marcatura, e Artesani sempre su spunto da primo corner del compagno d’attacco beninese, fermati rispettivamente dalla deviazione in angolo di Postiglione e dal contrasto a braccia alte del portiere Vailati che salva oltre la traversa. Mentre i brianzoli tentano di farsi strada soprattutto nel mezzo corridoio di destra tra le centrate fuori misura di Nene e gli appoggi del regista Berretta troppo lunghi per gli inserimenti, vedi Ballabio (25′), terzo raddoppio sfiorato stavolta da Simonetto (28′) che spacca la porta sulla sbarra orizzontale in coda al terzo tiro dalla bandierina di Bonanomi dopo aver raccolto la respinta di Crasta.
La Baby Dea spinge a tavoletta, pur senza chiudere. Minuto 34, Steffanoni crossa per il gioco delle torri tra la new entry Gariani e Candas che alza la mira da centro area. A otto dalla pausa, il fuoco di paglia monzese, ma il centrocampista subentrato di casa stoppa le velleità di Capolupo lungo un’insistita puntata a sinistra tra le due punte ospiti e l’ultimo crossatore Lupinetti. Tra 41′ e 42′, altri due matchball di Idele e Artesani finiti sulla schiena di Postiglione e sul fondo dopo una masticata epica del pallone sottoporta, rispettivamente da fuori sulla punizione di Bonanomi (sgambetto di Nene ad Artesani) e dopo la doppia sponda Ramaj-Comi lungo il quinto corner atalantino.
Se al 44′ Azarovs prova a farsi perdonare schiacciando a lato del secondo palo il primo angolo da sinistra di Capolupo, nemmeno una manita cronometrica nel secondo tempo e il ragazzo del Benin, raccolto l’ennesimo stop del perno altrui, tramuta in oro il triangolo largo di ritorno dal fondo del pendolino sinistro. I Brevi-boys, assistito dagli ex Cristian Zenoni e Davide Brivio, sprecano il dimezzamento dello score nelle maega mischia innescata da fermo da Berretta sull’ultimo tocco di Comi che prende in pieno Lupinetti cui viene accreditato un tiro involontario. Non abbastanza audacia per mettere spavento ai Bosi-boys, che la sigillano allo stesso minuto dell’uno a zero della prima metà grazie alla rimessa laterale del comasco per il controllo spalle alla porta e al destro del sostituto di Artesani fuori dal tunnel.
Al 17′ Nene non sfrutta in gioco aereo, senza indirizzare né incrociare a specchio semilibero, l’ammollo dalla mancina di Pedrazzini. E c’è il secondo montante del pomeriggio con lo stacco di Comi da tracciante bonanomiano dalla bandierina sinistra a rimbalzare al di qua della riga di porta. Al 21′ la sventagliata di Crasta raggiunge Zanaboni cui Pardel deve togliere la palla dai piedi ben due volte subendo un’evidente carica. Cinque lancette e Vailati vince la gara dei tuffi con Steffanoni negandogli il poker su pallone morbido dalla sinistra dell’area del firmatario del 2-0. Di Reita (sinistro) da fuori sullo sfondamento di Nene (28′) e Pedrazzini col pallone in mezzo carpito dal portiere polacco (38′) i tentativi residui degli ospiti, mentre tra il rumeno, la punta e il centrocampista offensivo subentrato col redivivo figlio d’arte è un’azione sartoriale per calare il poker, destro-sinistro-sinistro e ultima palla in buca baciata dalla faccia interna del legno lontano.
Simone Fornoni