Per l’Atalanta, meno sei dall’Inter e tre dal Napoli con la prima di nove finali da giocare per non lasciarsi scappare l’impossibile sognato da Gian Piero Gasperini, è la vigilia più importante. Lo sarebbe anche stata per Emiliano Mondonico, visto che andava dicendo di tifare per la Fiorentina. Ma il Baffo di Rivolta d’Adda, salito a raccogliere il premio dei giusti questo stesso giorno sette anni fa, è legato indissolubilmente al nerazzurro di Bergamo ben di più di quanto non dicano le sue 299 panchine nerazzurre.

Questione di feeling sul piano umano e dei valori, questione di profumo d’Europa fatto riannusare alla regina delle provinciali adesso assurta a big dal brand internazionale anche grazie al secondo posto nella Coppa Italia contro il Napoli scudettato. La cavalcata fino alle semifinali col Malines in Coppa delle Coppe è una pietra miliare della storia del costume di casa nostra, travalicando i confini dello sport e de calcio. Tra 1987 e 1990, nel primo “mandato” mondonichiano, anche due qualificazioni alla Coppa Uefa consecutive, primo turno consumato con l’uscita con lo Spartak Mosca nel 1989 e poi avventura fino ai quarti con l’Inter lasciata al duo di staffettisti a lui succeduti, Piero Frosio e Bruno Giorgi. Dal 1994 al 1998, infine, la seconda volta con le glorie toriniste in mezzo a sedia alzata in finale con l’Ajax nel ’92, l’altra risalita dalla B fino alla nuova retrocessione valorizzando sia Bobo Vieri che Pippo Inzaghi, senza contare l’angelo rivoluto dal Cielo Federico Pisani.

Se l’impatto e il ricordo del Mondo ne trascende il record positivo di 104 vittorie a 97 con 98 pari, oggi, sabato 29 marzo, cade anche il compleanno numero 34 di Marten de Roon, vice capitano perché in cima alle gerarchie c’è ancora il panchinaro Rafael Toloi ma leader effettivo in campo e pure dello spogliatoio. Lui un record lo detiene già, le 298 presenze in serie A da atalantino, 17 in più del recordman assoluto Gianpaolo Bellini che è nato 2 giorni e 11 anni prima dell’olandese e costituisce la pietra di paragone di longevità per chiunque con le sue 435 allacciate di scarpe senza aver mai indossato alcun altra maglia. Fra’ Martino, diga e metronomo di centrocampo, fin qui ne ha in saccoccia ben 387 in tutte le competizioni, impreziosite da 21 gol e 27 assist. Il secondo giocatore più presente nella storia della Dea che può legittimamente aspirare a scavalcare la Bandiera per eccellenza.