“L’Atalanta è un viaggio meraviglioso che dura da nove anni, è raro che un allenatore rimanga tanto nello stesso posto. Ma tutte le cose hanno un inizio e una fine”
. Anche alla consegna del Premio Enzo Bearzot, a Roma, Gian Piero Gasperini non è sembrato lasciare molti spiragli aperti a un rinnovo col club nerazzurro: “Il rapporto è speciale, soprattutto l’affetto della gente. Io continuo a sognare l’impossibile – ha aggiunto -. L’interesse della Roma mi lusinga, è una piazza straordinaria con un grande pubblico. Tutti vorrebbero allenare lì, ma c’è già un grande allenatore, Claudio Ranieri. A Bergamo sono stati nove anni straordinari, incredibili”.
La cerimonia di consegna, nobilitata dalla presenza del presidente Giovanni Malagò, si è svolta nella mattinata di lunedì nel Salone d’Onore del CONI. Il tecnico nerazzurro è stato insignito del prestigioso riconoscimento da una giuria qualificata, presieduta dal presidente federale Gabriele Gravina, e succede a Simone Inzaghi e Luciano Spalletti.
“Fenomeno unico nel nostro Paese per continuità ad alto livello sulla panchina di una singola squadra, Gian Piero Gasperini è da molti anni anche sinonimo di bel gioco e di risultati. Ma la ricerca della vittoria, culminata in un’Europa League che rappresenta il più recente trofeo conquistato da una squadra italiana, non fa mai venire meno serietà del carattere, vocazione didattica e senso del gruppo. Tutte caratteristiche, queste, che lo accomunano ad Enzo Bearzot e unite ai risultati della sua Atalanta rendono plebiscitaria l’assegnazione a Gasperini del Premio 2025 intitolato al grande ‘Vecio’ del calcio italiano”, la motivazione ufficiale per il riconoscimento giunto alla sua quattordicesima edizione e promosso da FIGC e US ACLI, quest’ultima presieduta da Damiano Lembo.
Dalla Capitale a Coverciano, l’allenatore dei bergamaschi ha ricevuto dal settore tecnico della Federcalcio la Panchina d’Oro speciale (insieme a Carlo Ancelotti per la Champions) per la vittoria dell’Europa League, mentre il primo premio assoluto per la stagione passata è andata all’interista Simone Inzaghi per 26 voti a 14 con Vincenzo Italiano (Fiorentina, adesso Bologna) a chiudere il podio a quota 4. “Per me si tratta della terza volta, anche se la prima era stata in occasione della promozione del Genoa. La statua che vogliono farmi a Bergamo? Posso aspettare ancora un po’ di anni, solitamente si fa a chi non c’è più”, ha dichiarato scherzoso ai microfoni delle tv Gasperini.
Focus sulla Fiorentina e sul campionato: “Tutti sperano che l’Inter paghi le fatiche di Champions, ma dopo che i ragazzi hanno fatto anche stavolta una stagione straordinaria l’obiettivo è di concludere bene a cominciare dall’impegno difficile di domenica. Dover affrontare Raffaele Palladino, per me che l’ho allenato, è una sensazione strana. Per uno che fa il mio mestiere le medaglie vere sono riuscire a superare i propri limiti. Umanamente mi dispiace per l’esonero di Thiago Motta, è giusto ricevere critiche ma quelle che scendono nel personale sono sbagliate”. In coda, la replica alle parole di Lazar Samardzic che dopo Serbia-Austria domenica ha dichiarato di meritare più spazio nel club: “Ho visto il suo gol di Vienna, spero ne faccia tanti anche per noi”.